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Lombalgia (mal di schiena o dolore lombare): sintomi, cause, rimedi ed esercizi

La lombalgia o mal di schiena o dolore lombare, è la condizione dolorosa più comune al mondo, seguita dal dolore cervicale e dal dolore alla spalla.

In questo articolo approfondiremo cos'è la lombalgia, quali sono i suoi sintomi e quali sono le sue cause, fino a scoprire come curare la lombalgia e quali sono gli esercizi più efficaci per ridurre il dolore.

 

Cos'è la lombalgia

La lombalgia (o dolore lombare o, più comunemente, mal di schiena) indica una condizione dolorosa percepita a livello della zona lombare, la zona della schiena più bassa e compresa tra le costa e la piega glutea. A differenza della sciatica, la lombalgia indica un dolore percepito unicamente alla schiena che può essere o non essere irradiato al gluteo o alla coscia ma non oltre il ginocchio. Come abbiamo già visto nell'articolo dedicato, invece, la sciatica (o sciatalgia) è una condizione di dolore percepita principalmente alla gamba e che può essere o non essere associata a lombalgia.

Localizzazione del dolore principale di un paziente con lombalgia.

 

Sintomi della lombalgia

sintomi della lombalgia variano in maniera importante da persona a persona, da sintomi lievi e sfumati fino a sintomi intensi e molto disabilitanti.

Nello specifico, i sintomi della lombalgia sono:

  • dolore nella zona lombare puntiforme (a destra o a sinistra) o a "fascia";
  • dolore nella zona dei glutei;
  • dolore nella zona posteriore (dietro) della coscia;
  • rigidità della parte più bassa della schiena (zona lombare);
  • sensazione di tensione nella zona lombare;
  • sensazione di pesantezza nella zona lombare;
  • sensazione di bruciore o fitte nella zona lombare, dei glutei o della zona posteriore della coscia (più raro).

Raramente i pazienti con lombalgia percepiscono sintomi alla coscia o alla gamba, a differenza della sciatica o di altre condizioni come la stenosi lombare o la sponsilolisi spondilolistesi. Tuttavia, molti pazienti potrebbero riferire lombalgia dolore lombare che "parte" dalla zona bassa della schiena e si espande fino alla zona dei glutei e della parte posteriore della coscia (solitamente con dolore tensione meno intensi rispetto al dolore lombare o al mal di schiena).

In caso di lombalgiai sintomi potrebbero essere scatenati da:

  • movimenti del tronco come piegarsi in avanti, inarcarsi indietro, inclinarsi da un lato o dall'altro;
  • posizione seduta prolungata;
  • stazione eretta (stare in piedi) prolungata;
  • alzarsi e sedersi dal letto o da una sedia;
  • girarsi su un fianco o sull'altro a letto da sdraiati;
  • camminata o corsa.

 

Cause della lombalgia

Le cause della lombalgia sono numerose e i sintomi della lombalgia possono originare da qualunque struttura presente a livello della nostra schiena, ovvero muscoli, articolazioni, tendini, dischi intervertebrali (come già approfondito nell'articolo dedicato alla discopatia o protrusione L5-S1nervi.

 

Ma cosa causa la lombalgia?

In linea generale dobbiamo sapere che la lombalgia, nella maggior parte dei casi, è legata a un eccesso di attività o a un difetto di attività. Questo significa che le persone più "predisposte" a sviluppare lombalgia mal di schiena sono quelle che hanno bassi livelli di attività fisica o che, probabilmente, ne eseguono troppa o superiore rispetto a quella che il proprio corpo, in quel dato momento, può sopportare.

Ad ogni modo, sintetizzando, le cause della lombalgia possono essere:

  • sedentarietà;
  • eccesso di attività fisica;
  • sport intensi;
  • attività lavorative intense che richiedono movimenti del nostro busto con pesi o carichi importanti;
  • attività lavorative che non prevedono movimento (come un lavoro prolungato in posizione seduta);
  • scarsa igiene del sonno;
  • stress fisico, emotivo e psicologico (come ad esempio quello conseguente a problematiche o sovraccarichi lavorativi).

 

Come curare la lombalgia

Le cure e i rimedi per la lombalgia sono, in linea generale:

  • farmaci antidolorifici non steroidei (FANS) prescritti dal medico;
  • farmaci antidolorifici steroidei;
  • riposo o gestione del carico (come la gestione del carico lavorativo, sportivo o di altro genere);
  • esercizi specifici per la lombalgia.

L'elenco precedente è puramente indicativo ed è bene sapere che la "medicina" più efficace per risolvere il dolore lombare o il mal di schiena sono gli esercizi per la lombalgia, prescritti dal fisioterapista specializzato, come quelli raffigurati dalle tue immagini sottostanti.

Esempio di esercizio per la lombalgia. L'esercizio prevede il sollevamento della gamba supportato dall'aiuto degli arti superiori.

 

Esempio di esercizio per la lombalgia. L'esercizio prevede la torsione del busto aiutata dal movimento dell'arto superiore.

 

Cosa non fare in caso di lombalgia

In caso di lombalgia, ciò che non deve essere assolutamente fatto è:

  • sospendere qualunque attività e ridurre drasticamente il livello di attività fisica;
  • riposo a letto prolungato;
  • affidarsi a terapie passive (come ultrasuoni, laser, tecar, TENS o terapie simili);
  • affidarsi unicamente a terapie manuali (come massaggi, manipolazioni o mobilizzazioni articolari) che devono essere proposte insieme agli esercizi per la lombalgia;
  • affidarsi a professionisti NON laureati.

 

Esercizi per la lombalgia

Gli esercizi per la lombalgia sono l'unica e vera cura per risolvere il dolore, ridurre la sensazione di tensione e di rigidità e per ripristinare il movimento del corpo nelle attività sportive, lavorative o di vita quotidiana senza mal di schiena. Ogni paziente, dopo la visita con il fisioterapista specializzato, saprà con esattezza quali sono gli esercizi riabilitativi per la lombalgia per risolvere il proprio dolore lombare o il proprio mal di schiena e, soprattutto, quali saranno le modalità più corrette per eseguirli (quante volte al giorno, quanto riposo, quante ripetizioni).

 

Esercizio 1. Sollevamento alternato delle gambe al petto.

 

Esercizio 2. Torsione del busto sul fianco.

 

Esercizio 3. Sollevamento delle spalle e del busto dalla posizione prona (a pancia in giù).

 

 

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Discopatia L5 S1: sintomi ed esercizi

 

Cos'è la discopatia L5 S1

La discopatia L5 S1 (o protrusione discale L5 S1), indica un processo di degenerazione a carico del disco, in questo caso del disco intervertebrale, una struttura specifica della schiena posizionata tra una vertebra e l'altra. Grazie alla sua struttura gelatinosa, il disco intervertebrale funziona come un ammortizzatore, un vero e proprio cuscinetto, che ha lo scopo di ridurre le forze di compressione a cui normalmente la nostra schiena è sottoposta e serve a garantire il corretto movimento di una vertebra sull'altra. Il disco intervertebrale compreso tra le vertebre L5 (la quinta vertebra lombare) e S1 (la parte più alta del sacro), insieme a quello posto tra L4 ed L5, è la sede più comune di degenerazione, probabilmente per via del fatto che, trovandosi nella zona più "bassa" della schiena, sono quelli che subiscono maggiori forze verticali.

 

Rappresentazione delle vertebre (in bianco) e dei dischi interbertebrali (in giallo/arancione) interposti tra una vertebra e l'altra.

 

La discopatia L5 S1, in particolare, indica una degenerazione specifica del disco intervertebrale compreso tra queste due vertebre dovuto a sollecitazioni e microtraumi ripetuti nel tempo che comportano delle piccole lesioni della struttura e a uno "sconfinamento", un allargamento, del disco verso l'esterno (la vera e propria protrusione discale). Nel caso in cui la discopatia, protrusione discale, peggiori, ovvero si verifichi quella che viene definita erniazione discale, ovvero una fuoriuscita del materiale gelatinoso contenuto all'interno del disco, si verificherà quella che viene chiamata ernia del disco che, seppur non sia una regola, potrebbe comportare una sciatica.

 

Rappresentazione delle vertebre (in bianco) e dei dischi interbertebrali (in giallo/arancione) interposti tra una vertebra e l'altra e di una erniazione discale (ernia del disco) in rosso.

 

Per quanto tutte queste notizie possano sembrare preoccupanti e per quanto queste condizioni cliniche possano apparire, inizialmente, serie e preoccupanti, scopriremo perché non sarà necessario allarmarsi oltremodo, scopriremo che, in realtà, sono situazioni estremamente comuni e, infine, approfondiremo le strategie di gestione più efficaci 

 

Sintomi della discopatia L5 S1

La discopatia L5 S1, solitamente, si manifesta con mal di schiena, o lombalgia, e, in particolare, con:

  • dolore lombare (nella zona più bassa della schiena) che potrà essere a fascia, localizzato nella zona centrale della schiena, più spostato a destra o a sinistra o a livello del gluteo o dei muscoli paravertebrali (i muscoli laterali della schiena);
  • rigidità a livello della zona lombare;
  • dolore al fianco (leggi l'articolo completo per approfondire il dolore al fianco);
  • limitazione nei movimenti di flessione (piegamento in avanti del busto), estensione (inarcamento della schiena indietro), nei movimenti di torsione del busto o di inclinazione (piegamento laterale del tronco).

Diversamente dalla sciaticasecondaria, ad esempio, a un ernia del disco, i pazienti con discopatia L5 S1, o in altre zone della schiena come L4 L5, non avranno sintomi all'arto inferiore come formicolio, intorpidimento, sensazione di scarica elettrica, sensazione di coscia o gamba fredda o sensazione di tensione o bruciore.

 

Cause della discopatia L5 S1

Come detto, le cause della discopatia L5 S1 solitamente sono riconducibili a microtraumi ripetuti nel tempo o a continue sollecitazioni a carico della schiena. È bene sapere, però, che la discopatia, o la protrusione discale, sia a livello di L5 S1 che nelle altre zone della schiena, sono spesso parte del fisiologico processo di invecchiamento della nostra schiena e, nella maggior parte dei casi, sono addirittura asintomatiche, ovvero non si manifestano con dolore o altri sintomi e i pazienti scoprono di averla sottoponendosi a indagini strumentali (come la risonanza magnetica) per altre ragioni. Non ci stupisce, infatti, che dopo il trattamento riabilitativo per mal di schiena, il dolore si risolva mentre la discopatia o la protrusione discale rimangano identiche a prima.

In caso di discopatia protrusione discale sintomatica, invece, le cause (come i microtraumi o le sollecitazioni nel corso del tempo) sono principalmente legate a sport intensi, stili di vita non corretti (come un eccesso di sedentarietà), a carichi lavorativi importanti. 

 

Diagnosi della discopatia L5 S1

La diagnosi di discopatia L5 S1 prevede dei momenti specifici. Di norma, il primo step è quello della radiografia (RX) prescritta dal medico di medicina generale o dal medico specialista, attraverso la quale potrebbero riscontrarsi alcune "anomalie" (che come ci siamo detti potrebbero essere assolutamente normali!) come una riduzione dell'ampiezza dello spazio intervertebrale, ovvero tra una vertebra e l'altra) o altro a carico delle strutture ossee (ricordiamo che la radiografia, infatti, "vede bene" solamente l'osso).

Lo step successivo è quello della risonanza magnetica, indagine che permette di vedere non solo l'osso ma anche i tessuti molli (legamenti, dischi, muscoli) della schiena, o, più raramente, della TAC (che probabilmente è meno indicata per indagare la discopatia rispetto alla risonanza magnetica).

È assolutamente necessario sapere, però, che, come anticipato nelle righe precedenti, molto spesso ciò che viene rinvenuto attraverso le indagini strumentali (come la TAC, la radiografia o la risonanza magnetica), potrebbe essere del tutto normale e queste "anomalie" di cui abbiamo discusso sono presenti in una percentuale altissima di persone senza alcun sintomo! Nella maggior parte dei casi, infatti, non è in alcun modo necessario "ristabilire" dei dischi perfetti o, più in generale, una schiena perfetta per stare bene, ma sarà sufficiente, attraverso la fisioterapia, un percorso di terapia manuale ed esercizi specifici per far sì che il paziente sia libero dal dolore!

 

Rimedi e cure per la discopatia L5 S1

Le cure e i rimedi per la discopatia L5 S1 sono senza dubbio gli esercizi, associati al trattamento manuale eseguito dal fisioterapista che consentirà di trarre immediatamente sollievo dal dolore per intraprendere, di nuovo, un percorso di esercizi che il paziente proseguirà anche in autonomia.

Perché gli esercizi e il trattamento manuale quando il problema mi dicono essere il disco?

Il disco intervertebrale è una struttura profonda e molto importante della nostra schiena. Tuttavia, non esistono trattamenti specifici che modifichino la sua struttura nello specifico. La buona notizia è che non è sufficiente farlo per stare bene!

Sapendo questo, dal momento che in caso di discopatia protrusione discale, e più in generale in caso di mal di schiena (lombalgia), il dolore e la rigidità comportano sempre una reazione di difesa muscolare e conseguente tensione (in particolar modo dei muscoli della zona lombare e dei glutei), lo scopo del trattamento manuale e della fisioterapia attraverso gli esercizi specifici sarà quello di migliorare il movimento del tronco, "far lavorare" meglio i muscoli della schiena e ridurre la sensazione di rigidità, di tensione e, certamente, il dolore.

 

Tecnica di mobilizzazione del rachide lombare (parte bassa della nostra schiena) in caso di lombalgia dolore lombare dovuto a discopatia L5 S1.

 

Tecnica di mobilizzazione dei tessuti molli (in questo caso dei muscoli) del rachide lombare (parte bassa della nostra schiena) in caso di lombalgia dolore lombare dovuto a discopatia L5 S1.

 

Esercizi discopatia L5 S1

Esercizio 1. Piegamento alternato delle gambe al petto.

 

Esercizio 1. Piegamento di entrambe gambe al petto.

 

 

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Fascite plantare: sintomi, cura, rimedi ed esercizi

 

Cos'è la fascite plantare

La fascite plantare, conosciuta anche con il nome di fasciopatia plantare, è un'infiammazione della fascia plantare, tessuto fibroso che si trova sotto la pianta del piede, al di sotto della cute, e che nasce dal calcagno e si ancora alla base della parte anteriore del piede. La funzione della fascia plantare, è quella di trasmettere le forza dalla parte posteriore del piede a quella anteriore e di fungere da ammortizzatore del nostro peso corporeo. Nel caso di patologie infiammazioni della fascia plantare, ci troveremo di fronte al comune quadro di fascite plantare.

 

Fascite plantare: sintomi 

sintomi della fascite plantare sono:

  • dolore sotto al calcagno;
  • dolore sotto al calcagno che si espande fino alla base dei metatarsi, la parte iniziale delle dita sulla pianta del piede;
  • rigidità mattutina (dolore alla base del piede ai primi passi);
  • dolore che peggiora all'inizio delle attività (primi passi la mattina, primi passi di una attività come la camminata o lo sport) e che si riduce nel corso delle attività per poi peggiorare, nuovamente, al termine delle attività stesse.

Solitamente i sintomi di fascite plantare si riducono in posizione seduta o distesa, ovvero nei momenti in cui non sollecitiamo la pianta del piede, mentre peggiorano in caso di attività come il cammino, lo sport o, in particolare, i primi passi al mattino.

 

Diagnosi di fascite plantare

La diagnosi di fascite plantare è solitamente clinica, ovvero ottenuta attraverso il colloquio e la visita del paziente. In particolare, i test e le manovre specifiche per la diagnosi di fascite plantare consistono in:

  • palpazione di zone specifiche del calcagno che, in caso di fascite plantare, evocheranno il dolore del paziente che potrà essere localizzato nella zona di pressione o irradiato anche alla parte laterale del piede o lungo tutta la pianta fino alle dita;
  • windlass test: una manovra specifica per la fascite plantare che consiste in movimenti dell'alluce sia con il paziente seduto che con il paziente in piedi.

In caso di dubbi, sintomatologia persistente o sintomi riconducibili ad altre patologie, possono essere prescritte radiografie (RX), risonanza magnetica ecografia per approfondire il quadro clinico del paziente che potrebbe non avere una fascite plantare.

 

Fascite plantare cronica

Per fascite plantare cronica si intendono tutte le fasciti plantari che durano da tempo e che tendono ad avere recidive, ovvero ricadute con aumento del dolore e della rigidità nel corso del tempo. Solitamente, le cause della fascite plantare cronica sono riconducibili ad attività quotidiane o sportive importanti che eccedono la capacità del piede, del tallone e della fascia plantare di sopportare il peso del corpo e le attività stesse. In questi casi specifici, è indispensabile rivolgersi quanto prima al proprio fisioterapista per comprendere quale possa essere il percorso di cure più appropriato per ridurre il dolore e gli altri sintomi di fascite plantare con l'obiettivo di ridurre il tasso di ricadute ed evitare che la patologia cronica si perpetui nel tempo.

 

Fascite plantare rimedi, cura ed esercizi

Le cure e i rimedi proposti in ambito sanitario per la fascite plantare, purtroppo, sono tanti e nella maggior parte poco efficaci.

Solitamente la cura più efficace per la fascite plantare è composta da una combinazione di esercizi specifici di rinforzo (soprattutto) e allungamento della fascia plantare in diverse posizioni (in piedi, seduto o in posizione supina - distesa) prescritti da un fisioterapista specializzato in ambito muscoloscheletrico e, nei casi più complessi, di farmaci prescritti  dal medico di medicina generale o dallo specialista. Tuttavia, è bene sapere che i farmaci non sono la prima linea di intervento per questa patologia e che, invece, gli esercizi specifici per la fascia plantare sono i più efficaci per ridurre il dolore, la rigidità e per consentire al paziente di ritornare alle proprie attività lavorative, ludiche o sportive senza sintomi.

 

Esercizi per la fascite plantare

Gli esercizi più efficaci per la fascite plantare sono tutti gli esercizi che prevedono il sollevamento del tallone in una posizione in cui l'alluce è sollevato rispetto alla linea del pavimento. Il sollevamento dell'alluce negli esercizi per la fascite plantare consente di essere più specifici ed efficaci sulle zone del corpo di interesse senza disperdere l'effetto dell'esercizio su altre regioni del piede.

 

Esercizio 1. Mantenimento della posizione.

 

  1. Posiziona un asciugamano arrotolato sotto le dita dei piedi;
  2. Mantieni l'equilibrio utilizzando le braccia in appoggio al muro o a un supporto (tavolo, sedia);
  3. Esegui un sollevamento sulla punta del piede e mantieni la posizione 10 secondi;
  4. Ripeti l'esercizio tutti i giorni per 3-4 serie (il dolore non deve peggiorare la mattina dopo - nel caso succeda, riduci le serie o il tempo di mantenimento sulla punta del piede).

 

Esercizio 2. Sollevamento sulla punta del piede in visione laterale (primo video) e in visione posteriore (secondo video).

 

  1. Posiziona un asciugamano arrotolato sotto le dita dei piedi;
  2. Mantieni l'equilibrio utilizzando le braccia in appoggio al muro o a un supporto (tavolo, sedia);
  3. Esegui 6-8 sollevamenti sulla punta del piede;
  4. Ripeti l'esercizio tutti i giorni per 2-3 serie (il dolore non deve peggiorare la mattina dopo - nel caso succeda, riduci le serie o il tempo di mantenimento sulla punta del piede).

 

 

 

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Artrosi cervicale: sintomi, cure, rimedi ed esercizi

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Cos’è l’artrosi cervicale

Per artrosi cervicale solitamente si indicano tutte quelle condizione di degenerazione articolare a carico delle prime sette vertebre della colonna vertebrale, in particolare dei dischi intervertebrali e delle superfici ossee, tra cui tali dischi sono interposti, che prendono il nome di piatti vertebrali.

L’artrosi cervicale, così come l’artrosi alle altre articolazioni del corpo (ginocchio, anca, spalla o schiena), è una condizione cronica che fa parte del fisiologico (normale) processo di invecchiamento del nostro corpo e si caratterizza, principalmente, come una complessiva degenerazione articolare articolare caratterizzata da una riduzione dello spessore della cartilagine articolare (tessuto che ricopre le nostre ossa all’interno delle articolazioni) e dalla possibile presenza di osteofiti (prominenze ossee).

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Artrosi cervicale: sintomi e diagnosi

sintomi dell’artrosi cervicale solitamente sono:

  • dolore localizzato nella zona cervicale (nuca, collo, trapezi e scapole);
  • rigidità a livello del collo e delle spalle;
  • tensione muscolare nella zona cervicale;
  • riduzione dell’ampiezza dei movimenti del collo.

Dobbiamo sapere, però, che i pazienti con artrosi cervicale possono riferire sintomatologia più complessa come sensazioni di sbandamento o ubriachezza (vertigini cervicogeniche o “soggettive”) o cefalea (mal di testa) che origina, appunto, dalla regione cervicale.

La diagnosi di artrosi cervicale viene fatta attraverso indagini strumentali specifiche come la radiografia (RX), la TAC (tomografia assiale computerizzata) e la risonanza magnetica. Eseguite queste indagini strumentali, il medico specialista in radiologia, se presente, farà diagnosi di artrosi cervicale.

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Artrosi cervicale: mal di testa e vertigini

Mal di testa (in particolare la cefalea cervicogenica) e vertigini (senso di sbandamento, ubriachezza, di testa vuota, sensazione di “girare” o di essere in barca) sono sintomi comuni anche nei pazienti con artrosi cervicale.

La cefalea cervicogenica, ovvero il mal di testa “da cervicale”, anche in pazienti con artrosi cervicale, solitamente è secondario a bruschi traumi subiti alla regione cervicale, come nel caso del colpo di frusta, a posture mantenute per molto tempo, come nel caso di un’attività lavorativa sedentaria o a problematiche di cervicalgia. E’ il caso, ad esempio, dei muscoli trapezi e del dolore che ha origine alla base del collo e si espande fino alla zona posteriore della testa, delle tempie e della fronte.

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Muscoli trapezi.

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Anche le vertigini cervicogeniche (le vertigini “da cervicale”), che si manifestano, come detto, come una complessiva sensazione di disequilibrio del paziente, sono le vertigini che originano dalle strutture corporee a livello della zona posteriore della nuca, dalla zona del collo, dalla muscolatura scapolare o della parte più alta della schiena.

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Artrosi cervicale e sintomi neurologici

Quando parliamo di artrosi cervicale viene fatta spesso confusione e ad essa vengono attribuiti dei sintomi e delle problematiche che, in realtà, non sono legate alla problematica di artrosi cervicale. 

Tra questi sintomi, che possiamo definire più “importanti” e che sicuramente devono , ritroviamo alcuni sintomi neurologici di natura più severa rispetto a quelli della sciatica o della più comune cervicobrachialgia che si manifestano con sintomi neurologici meno gravi e risolvibili con la fisioterapia.

Quando contattare il proprio medico per presenza di sintomi neurologici in un paziente con artrosi cervicale? Ecco i sintomi:

  • debolezza importante degli arti superiori (in particolare da entrambi i lati);
  • sensazione di mancanza di sensibilità, formicolio importante o intorpidimento (in particolare da entrambi i lati);
  • problemi di coordinazione (incapacità di coordinare bene i movimenti del corpo);
  • mancanza di equilibrio;
  • perdita del tono o del trofismo muscolare (riduzione del volume dei muscoli);
  • spasmi o fascicolazioni muscolari agli arti superiori o inferiori.

Fortunatamente, nella maggior parte dei casi, l’artrosi cervicale non causa sintomi neurologici importanti, ma potrebbe causare sintomi simili a quelli di un’ernia del disco cervicale (ernia cervicale), causando cervicobrachialgia, come formicolio, intorpidimento, dolore, bruciore, sensazione di scarica elettrica in caso di compressione di una o più radici nervose cervicali (ad esempio a causa di osteofiti).

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Come curare l’artrosi cervicale: rimedi, cure ed esercizi

L’artrosi cervicale è una patologia seria? E’ una condanna al dolore o a problematiche futura?

La risposta, fortunatamente, è no.

L’artrosi cervicale, come già anticipato nelle prime righe di questo articolo, è il normale processo di invecchiamento delle nostre articolazioni. Quando diventa sintomatica (non sempre lo è!), ovvero quando “si fa sentire” con dolore, rigidità o altri sintomi, allora è necessario intervenire.

Quindi, quali sono i rimedi e le cure per l’artrosi cervicale?

La prima strategia di intervento supportata dagli studi scientifici è la fisioterapia, supportata, eventualmente, dai farmaci prescritti unicamente dal medico di base o dal medico specialista.

La fisioterapia è in grado di ridurre il dolore, la rigidità e le problematiche di movimento del collo dei pazienti con artrosi cervicale attraverso la terapia manuale ed esercizi specifici per questo disturbo.

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Tecnica di terapia manuale che ha lo scopo di rilassare la muscolatura posteriore della nuca e del collo.

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La terapia manuale, nello specifico, ha lo scopo di ridurre il dolore, migliorare la mobilità della testa e del collo e di ridurre la tensione muscolare. Le tecniche (mobilizzazioni, manipolazioni o tecniche per i tessuti molli come i muscoli), possono essere eseguite solo ed esclusivamente da un fisioterapista esperto e specializzato in ambito muscoloscheletrico, ovvero tutte quelle patologie del nostro sistema di movimento (muscoli, tendini, articolazioni, ossa, legamenti).

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Tecnica di terapia manuale che ha lo scopo di ridurre la tensione muscolare a livello del muscolo trapezio di destra e migliorare il movimento della testa e del collo.

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Gli esercizi specifici per l’artrosi cervicale, invece, dovremmo considerarli il principale trattamento dei pazienti affetti da questo disturbo. Lo scopo degli esercizi per l’artrosi cervicale è quello di consentire al collo, alle spalle e a tutti i muscoli di potersi muovere senza dolore e senza rigidità, mantenendo più a lungo i benefici di tutte le tecniche manuali.

Gli esercizi specifici per l’artrosi cervicale devono essere prescritti unicamente dal fisioterapista e devono essere studiati nello specifico solo dopo una visita fisioterapica approfondita. Ogni paziente avrà i propri esercizi specifici ed unici pur avendo problematiche simili ad altri!

Per concludere, ecco ottimo esercizio per mantenere in movimento il nostro collo e ridurre la tensione muscolare nella zona posteriore del collo che può essere eseguito in autonomia a casa in attesa della propria visita con il fisioterapista!

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  • Posizionati steso a pancia in su;
  • Piega le gambe o posiziona qualcosa (come un cuscino) sotto le ginocchia per rimanere rilassato;
  • Appoggia la testa su un cuscino;
  • Esegui dei piccoli movimenti di abbassamento del mento lenti e senza sforzare i muscoli del collo e delle spalle (come per fare un doppio mento);
  • Ripeti l’esercizio più volte al giorno. 

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Cervicobrachialgia: cause, diagnosi, sintomi, rimedi ed esercizi

 

Cos'è la cervicobrachialgia?

Cervicobrachialgia indica una condizione di dolore percepito a livello cervicale e del braccio. Solitamente il dolore ha origine a livello del rachide cervicale (zona posteriore del collo) e si irradia, infatti, a un arto superiore, o a entrambe le braccia, fino ad arrivare, a volte, fino alla mano.

 

Cervicobrachialgia: cause e sintomi 

Esempio di localizzazione dei sintomi in caso di cervicobrachialgia. Il dolore percepito potrebbe essere localizzato non solo nel rachide cervicale (collo) ma anche a livello del braccio, del gomito, dell'avambraccio o della mano. 

 

sintomi della cervicobrachialgia sono diversi a seconda delle diverse patologie che causa dolore a livello cervicale e dell'arto superiore. A seconda delle cause di cervicobrachialgia, infatti, i sintomi al collo e al braccio, o alle braccia, cambiano in maniera importante.

Tra le cause più frequenti di cervicobrachialgia ritroviamo:

  • ernia del disco cervicale (ernia cervicale - la più frequente);
  • protrusione discale cervicale (protrusione cervicale);
  • sindrome dello stretto toracico;
  • stenosi vertebrale cervicale (secondaria a ernia del disco oppure ad altre ragioni che riducono lo spazio del canale vertebrale come la spondilolistesi);
  • muscoli del collo e della spalla (in particolare trapezi, romboidi, deltoide, sotto- o infra-spinato, paravertebrali).

 

Muscoli della spalla (cuffia dei rotatori) che potrebbero causare dolore al braccio, all'avambraccio e alla mano. La presenta di quelli che vengono definiti tender o trigger points miofasciali potrebbero generare dolore percepito all'arto superiore.

 

Come detto, i sintomi della cervicobrachialgia (che come termine indica solo "dolore percepito nella zona posteriore del collo e agli arti superiori"), sono diversi a seconda delle cause del disturbo.

In caso di ernia cervicale sintomi di cervicobrachialgia sono:

  • formicolio al braccio che può irradiarsi fino alla mano;
  • sensazione di debolezza del braccio e/o della mano;
  • dolore nei movimenti del collo (in particolare in estensione e rotazione del collo dallo stesso lato del dolore al braccio);
  • intorpidimento del braccio, dell'avambraccio e della mano;
  • sensazione di bruciore, calore o scossa elettrica al braccio, all'avambraccio e alla mano.

 

Nel caso in cui le cause di cervicobrachialgia siano riconducibili ai muscoli del collo e della spalla o a protrusione discale cervicale, i sintomi sono solitamente meno intensi di quelli causati da un'ernia cervicale "franca" che, a volte, può portare il paziente a mantenere il braccio vicino al corpo per trarre sollievo dal dolore.

Quando invece la cervicobrachialgia è dovuta a una sindrome dello stretto toracico, la differenza sostanziale dalle altre patologie che causano cervicobrachialgia è che, essendo un disturbo che si sviluppa nella zona compresa tra il collo, il muscolo grande pettorale e la spalla, di solito non si ha dolore cervicale o, nel caso sia presente, lo sarà in maniera molto più sfumata rispetto all'ernia cervicale.

Nell'ultimo caso, quello della stenosi vertebrale cervicale, è indispensabile eseguire indagini strumentali che verifichino le esatte cause della stenosi che possono essere sia riconducibili a un'ernia discale cervicale, sia ad altre patologie che potrebbero rendere indispensabile la visita del medico specialista, come nel caso delle gravi sponsilolistesi che, fortunatamente, sono patologie molto meno comuni.

 

Diagnosi della cervicobrachialgia

La diagnosi di cervicobrachialgia, come qualunque diagnosi, spetta solo ed esclusivamente al medico di medicina generale, al medico specialista in ortopedia o al medico specialista in fisiatria.

La diagnosi di cervicobrachialgia si basa sia sulla clinica (colloquio e visita del paziente), sia su indagini strumentali specifiche, come la radiografia cervicale, la risonanza magnetica cervicale o la TAC cervicale, prescritte dal medico di medicina generale o dallo specialista.

Il fisioterapista, durante la  visita di un paziente con cervicobrachialgia, dovrà indagare nello specifico:

  • la presenza di trigger o tender points (punti dolenti dei muscoli) a livello cervicale, scapolare e della spalla;
  • movimenti della testa, del collo e della spalla;
  • i movimenti del nervo del plesso brachiale (il fascio di nervi bche dal collo giunge fino alla mano) attraverso movimenti specifici di neurodinamica;
  • i risultati dei test specifici cervicali e dell'arto superiore per confermare si tratti effettivamente di cervicobrachialgia.

Esempio di movimento di flessione laterale sinistra del rachide cervicale (collo) in caso di cervicobrachialgia destra eseguito dal fisioterapista durante la visita del paziente. Il movimento viene eseguito per verificare se la flessione laterale (inclinazione) può dare sollievo, anche momentaneo al paziente.

 

Cervicobrachialgia: come si cura? Rimedi ed esercizi

La cura e i rimedi della cervicobrachialgia sono solitamente conservativi, dati da una combinazione di interventi farmacologici (prescritti dal medico di medicina generale o dallo specialista) e fisioterapia attraverso esercizi specifici per la cervicobrachialgia.

Gli esercizi per la cervicobrachialgia sono una combinazione di movimenti specifici del collo e del braccio che hanno lo scopo di ridurre il dolore, la sensazione di formicolio, intorpidimento e di dolore profondo al braccio e, eventualmente, alla mano.

Esempio di posizionamento del braccio negli esercizi per cervicobrachialgia (neurodinamica) con paziente in piedi. Il movimento potrebbe essere effettuato anche da seduto e con gomito appoggiato su un supporto morbido (come un cuscino su un tavolo). L'alternanza di movimenti della testa e del braccio o della mano consentono di migliorare i sintomi grazie al miglioramento del movimento dei nervi che originano dal rachide cervicale e si estendono per tutto il braccio fino alla mano.

 

Cervicobrachialgia esercizi

Gli esercizi per la cervicobrachialgia possono essere distinti in:

  • esercizi per migliorare il movimento del collo;
  • esercizi per migliorare il movimento dei nervi del plesso brachiale; 
  • esercizi per il rinforzo dei muscoli del collo e della spalla;
  • esercizi per migliorare la mobilità della spalla e del rachide toracico (zona dorsale della schiena tra le scapole).

 

Ecco 3 esercizi efficaci per cervicobrachialgia

I 3 esercizi per cervicobrachialgia che seguono sono proposti in ordine di difficoltà crescente.

 

Esercizio per cervicobrachialgia 1. Movimento combinato di testa e gomito.

 

  1. Posizionarsi in piedi o seduti con gomito appoggiato su un supporto morbido (cuscino su un tavolo);
  2. Porta il gomito in estensione (distensione o "drizzatura" del gomito) fino a percepire minimi sintomi al braccio;
  3. Muovi in maniera alternata e simultanea testa e gomito.

 

Esercizio per cervicobrachialgia 2. Movimento combinato di testa a mano.

 

  1. Posizionarsi in piedi o seduti con gomito appoggiato su un supporto morbido (cuscino su un tavolo);
  2. Porta il gomito in estensione (distensione o "drizzatura" del gomito) fino a percepire minimi sintomi al braccio;
  3. Muovi in maniera alternata e simultanea testa e mano.

 

Esercizio per cervicobrachialgia 3. Mantenimento della posizione.

 

  1. Posizionarsi in piedi o seduti con gomito appoggiato su un supporto morbido (cuscino su un tavolo);
  2. Porta il gomito in estensione (distensione o "drizzatura" del gomito) fino a percepire minimi sintomi al braccio;
  3. Muovi in maniera alternata e simultanea testa e mano

 

 

Vuoi vedere tutti gli esercizi per il formicolio, l'intorpidimento e il dolore al braccio?

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Epicondilite (gomito del tennista): sintomi, cura, rimedi ed esercizi

 

Cos'è l'epicondilite

Epicondilite, chiamata anche gomito del tennista o epicondilalgia laterale, è un termine che indica quella condizione di dolore percepito a livello dell'epicondilo, una specifica e piccola parte dell'articolazione del gomito che, una volta instauratasi la patologia, diviene dolente sia alla palpazione che durante i movimenti del polso, della mano e delle dita. L'epicondilite è un disturbo che si sviluppa in seguito a microtraumi ripetuti nel tempo (movimenti o attività ripetute per molto tempo o con sforzi eccessivi) e può essere considerata come una tendinopatia, cioè una patologia da sovraccarico del tendine di particolari muscoli dell'avambraccio che prendono il nome di estensori del carpo e delle dita (in particolare dell'estensore breve del carpo).

 

Sintomi dell'epicondilite

sintomi dell'epicondilite sono piuttosto caratteristici e sono:

  • dolore nella zona laterale (esterna) del gomito che può estendersi fino al polso e al dorso delle dita;
  • sensazione di tensione e/o rigidità a livello del gomito o della zona dorsale (esterna) dell'avambraccio;
  • mancanza di forza nella presa (della mano) o nelle rotazioni dell'avambraccio;
  • sensazione di intorpidimento nella zona dorsale (esterna) dell'avambraccio;
  • difficoltà nel distendere ("raddrizzare") completamente il gomito.
  • possibile gonfiore (tumefazione) del gomito nella parte laterale (esterna);
  • possibile calore rossore del gomito nella parte laterale (esterna).

 

Cause dell'epicondilite

Le cause dell'epicondilite sono il sovraccarico, i microtraumi o ripetuti gli sforzi eccessivi o prolungati nel tempo. Le persone più a rischio di avere l'epicondilite sono tutte quelle che per lavoro, hobby o sport eseguono dei movimenti, sforzi sovraccarichi con il polso e le dita della mano tra cui ricordiamo:

  • tennisti;
  • giocatori di badminton;
  • ping-pong;
  • golfisti;
  • cuochi;
  • imbianchini;
  • tecnici generici;
  • baristi;
  • sarte;
  • parrucchieri;
  • musicisti.

 

Diagnosi

La diagnosi di epicondilite spetta al medico di medicina generale o al medico specialista in fisiatria od ortopedia ed è, nella maggior parte dei casi, molto semplice e clinica (ovvero si ottiene semplicemente attraverso il colloquio e la visita del paziente). In alcuni casi, raramente, il paziente potrebbe essere invitato a sottoporsi a ecografia, radiografia o elettromiografia che, nella maggior parte dei casi, sono utili ad escludere altre cause di dolore al gomito.

Esistono alcuni test clinici per la diagnosi di epicondilite, tra cui ricordiamo:

  1. test di forza dei muscoli estensori delle dita (i muscoli che fanno aprire e stendere le dita), in particolare del terzo dito (medio);
  2. test di forza dei muscoli estensori del carpo (i muscoli che fanno sollevare il polso verso la zona dorsale dell'avambraccio);
  3. test di forza dei muscoli supinatori dell'avambraccio (i muscoli che fanno ruotare l'avambraccio in modo che il palmo della mano sia rivolto verso l'alto).

Nel caso questi test siano positivi, è molto probabile che si tratti di epicondilite.

 

E' bene tenere a mente che in sede di visita di un paziente con epicondilite il fisioterapista eseguirà altri test (come la valutazione del movimento del gomito e del polso, l'esame neurologico, altri test di forzatest specifici solo per l'epicondilite) in base ai sintomi riferiti dal paziente durante il colloquio.

 

Cura, rimedi, fasce, tutore per epicondilite ed esercizi riabilitativi

tutori o le fasce per l'epicondilite possono essere utilizzate nei primi giorni di dolore al gomito per cercare di fornire sostegno all'articolazione e ai tendini dei muscoli dell'avambraccio, specialmente per quei pazienti che hanno elevate richieste funzionali (lavoro, sport ad alti livelli), ma il loro utilizzo deve essere momentaneo e sempre supportato dall'esecuzione di esercizi riabilitativi specifici per l'epicondilite.

La vera cura rimedio per l'epicondilite, infatti, è la fisioterapia attraverso specifici esercizi riabilitativi. Lo scopo degli esercizi è quello di allenare le strutture che causano dolore al gomito tra cui tendini, osso, legamenti e fasce muscolari e, in particolare, i muscoli estensori del carpo, delle dita e i muscoli supinatori dell'avambraccio.

 

Esercizi per epicondilite

Esercizio 1. Rinforzo dei muscoli estensori del carpo e delle dita.

  1. Posizionarsi seduti e con l'avambraccio appoggiato a un tavolo o a un rialzo e con il polso al di fuori della superficie di appoggio;
  2. Tenere in mano un "peso" (da 0.5, 1, 2 o 3 kg in base alle indicazioni del fisioterapista);
  3. Portare la mano verso il pavimento senza muovere l'avambraccio;
  4. Eseguire dei movimenti della mano (mantenendo il peso) verso l'alto e verso il basso.

Esercizio 2. Rinforzo dei muscoli supinatori dell'avambraccio.

  1. Posizionarsi seduti e con l'avambraccio appoggiato a un tavolo o a un rialzo e con il polso al di fuori della superficie di appoggio;
  2. Tenere in mano un bastone o un manico di scopa (a seconda della lunghezza del bastone oltre la presa - verso il soffitto - la difficoltà dell'esercizio cambierà e più in basso sarà tenuto il bastone e più sarà difficile l'esercizio);
  3. Eseguire delle rotazioni dell'avambraccio senza muovere il gomito e mantenendo l'avambraccio stesso appoggiato sulla superficie (le rotazioni devono essere eseguite con l'idea di portare il bastone in una posizione parallela al pavimento, per quanto possibile, e lentamente).

 

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Sciatica: esercizi e rimedi naturali per infiammazione nervo sciatico

Sciatica, o sciatalgia, è un termine che sta ad indicare la sensazione di dolore, intorpidimento, formicolio, tensione o scossa elettrica nella zona più bassa della schiena e nella gamba a causa di una infiammazione del nervo sciatico, il nervo più grande e lungo del nostro corpo.

 

Cause della sciatica

Nella maggior parte dei casi, le cause della sciatica sono vere e proprie compressioni delle radici nervose dei nervi spinali, o del nervo sciatico vero e proprio, dovute a erniazioni discali (ernie del disco), in particolare nella zona più bassa della schiena (L4-L5 o L5-S1), che provocano dolore e infiammazione nel territorio del nervo sciatico.

 

Sintomi della sciatica: come si presenta?

La sciatica solitamente si presenta come dolore, intorpidimento, formicolio o forte tensione a livello del gluteo, della parte posteriore della coscia fino ad arrivare anche al piede (in particolare nella zona laterale o esterna). Solitamente, la sciatica provoca dolore notturno, difficoltà nel mantenimento della posizione seduta, nel cammino o, nei casi di dolore intenso, anche nelle attività quotidiane più semplici o nei movimenti del busco più banali.

 

Rimedi naturali efficaci ed esercizi per la sciatica

rimedi naturali più efficaci per la sciatica sono gli esercizi (che probabilmente sono conosciuti come esercizi di fisioterapia). Probabilmente nei primissimi giorni di dolore il tuo medico di base (il medico di medicina generale) potrà prescriverti farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) o altri farmaci. E' indispensabile sapere, però, che una volta che le primissime fasi di dolore intenso sono superate e non appena i sintomi lo permettono, è necessario iniziare il percorso di esercizi specifici per la sciatica che consentiranno di ridurre il dolore, il formicolio, l'intorpidimento alla gamba e la sensazione di scossa elettrica.

Ecco 4 video di esercizi (3 da seduto e 1 da steso a pancia in su) specifici per la sciatica che il fisioterapista può proporre al paziente dopo la visita spiegati passo a passo.

 

PER TUTTI I VIDEO DI ESERCIZI PER LE DIVERSE PATOLOGIE, SEGUIMI SU INSTAGRAM!

 

Esercizio 1 per la sciatica: mantenimento della posizione solo quando è possibile mantenere la posizione seduta senza dolore e i sintomi non sono intensi (da eseguire dopo gli esercizi 2 e 3)

 

1) Siediti comodamente su una sedia;

2) "Arrotola tutta la schiena" come per creare una gobba e guarda verso il basso mantenendo le mani dietro la schiena;

3) Stendi con cautela e nel limite del fastidio la gamba dolorosa e mantieni per qualche secondo la posizione.

 

Esercizio 2: movimento ritmico della testa e del ginocchio

 

1) Siediti comodamente su una sedia;

2) "Arrotola tutta la schiena" come per creare una gobba e guarda verso il basso mantenendo le mani dietro la schiena;

3) Esegui dei movimenti ritmici della testa e del ginocchio (se lo sguardo va verso l'alto, anche il piede si muove verso l'alto).

 

Esercizio 3: movimento ritmico della testa e del piede quando è possibile eseguire l'esercizio 2 senza peggiorare i sintomi alla gamba

 

1) Siediti comodamente su una sedia;

2) "Arrotola tutta la schiena" come per creare una gobba e guarda verso il basso mantenendo le mani dietro la schiena;

3) Esegui dei movimenti ritmici della testa e del piede (se lo sguardo va verso l'alto, anche la punta del piede si muove verso l'alto).

 

Esercizio 4 per la sciatica quando i sintomi alla gamba sono intensi: distensione del ginocchio senza eccedere e nel limite del dolore

 

1) Stenditi a terra o su un lettino a pancia in su;

2) Afferra la parte posteriore (dietro) della coscia (vicino al ginocchio) con entrambe le mani e rilassa il resto del corpo;

3) Esegui dei movimenti di distensione del ginocchio senza muovere la coscia;

4) Fermati non appena percepisci minima tensione o dolore e ritorna alla posizione di partenza.

 

Soffri di mal di schiena?

Ecco due rimedi efficaci per il mal di schiena!

 

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Leggi l'articolo completo e guarda i video di alcuni momenti della visita!

 

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Dolore al fianco destro o sinistro

Dolore al fianco

Il dolore al fianco, sia questo al fianco destro o al fianco sinistro, può essere causato da diversi disturbi legati sia al sistema viscerale (ovvero agli organi interni), sia al sistema muscolare e scheletrico.

Continua a leggere per scoprire le cause di dolore al fianco e scoprire i video-esercizi per combattere il dolore!

Nel dettaglio, il dolore al fianco può essere legato a:

  • patologie viscerali (rene, intestino o qualunque altro organo della cavità addominale);
  • sistema muscoloscheletrico.

 

Ora, prima di iniziare... le buone notizie!

Non è così difficile scoprire se il dolore al fianco, destro o sinistro, che senti sia di origine viscerale (per cui dovresti contattare il tuo medico) oppure legato al sistema muscoloscheletrico (ossa, legamenti, tendini, articolazioni, muscoli).

Come capire se è un dolore che possiamo combattere con la FISIOTERAPIA e con ESERCIZI SPECIFICI?

Ecco come fare!

 

1) Dolore che aumenta con il movimento della schiena o delle gambe.

Se il tuo dolore al fianco, destro o sinistro, aumenta con il movimento (come ad esempio inclinandosi da un lato, piegandosi in avanti con il busto o inarcando la schiena indietro), allora è molto probabile che siamo di fronte a un dolore che non deve spaventarci e per il quale dovresti fare esercizi specifici!

 

2) Dolore che si riduce con il riposo o in assenza di movimento della schiena o delle gambe.

Se il tuo dolore al fianco, destro o sinistro, riduce con il riposo o l'assenza di movimento (come ad esempio rimanere a letto a pancia in su oppure sul fianco o a pancia in giù o, comunque, si riduce quando riduciamo il movimento della nostra schiena o delle gambe), allora, anche in questo caso, è molto probabile che siamo di fronte a un dolore che non deve spaventarci e per il quale dovresti fare esercizi specifici!

 

Cosa fare quindi con un dolore al fianco, destro o sinistro, che possiamo gestire con FISIOTERAPIA ed ESERCIZI SPECIFICI?

Ecco due VIDEO-ESERCIZI!

 

Esercizio 1. Sollevamento dinamico del bacino con appoggio del gomito.

 

Esercizio 2. Sollevamento statico (mantenimento della posizione) del bacino con appoggio del gomito.

 

Continua a leggere... ultimo sforzo!

Come per ogni problematica di dolore, devi essere necessariamente visitato da un FISIOTERAPISTA SPECIALIZZATO.

L'obiettivo degli esercizi proposti sul sito è quello di fornire benessere e sollievo e certamente possono essere eseguiti anche in caso di dolore al fianco, destro o sinistro, escluse le cause di competenza medica!

 

...però ricorda!

Per ricevere il miglior trattamento ed eliminare il dolore hai bisogno di una visita completa e approfondita, proprio perché nessun paziente è uguale a un altro!

 

 

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