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Discopatia o protrusione discale C6 C7: cause, sintomi, tipologie, diagnosi, rimedi ed esercizi

La discopatia o protrusione discale C6 C7, indica una condizione clinica che interessa la zona cervicale e in particolare le vertebre C6 C7, la sesta e la settima vertebra del rachide cervicale. Proprio come avviene per la protrusione discale C5 C6 o discopatia C4 C5, questo disturbo interessa primariamente il disco intervertebrale, ovvero il “cuscinetto” che funge da ammortizzatore naturale tra una vertebra e l’altra.

Così come per le discopatie o per le protrusioni discali in altre zone del corpo, come quella lombare e quella toracica o dorsale, è bene tenere a mente come tali disturbi siano estremamente comuni e che nella maggior parte dei casi si tratta di condizioni benigne e non pericolose.

Un ulteriore elemento conoscitivo importante è quello per cui discopatia e protrusione a tutti gli effetti siano sinonimi intercambiabili. Questi termini indicano, come detto, una condizione di degenerazione a carico del disco intervertebrale che, talvolta, possono essere “viste” alle indagini strumentali (come risonanza o TAC) come delle “protuberanze” intorno al disco stesso o come delle alterazioni della vera e propria struttura discale.

A questo proposito, non possiamo non citare l’ernia del disco cervicale, ovvero la condizione clinica per cui il disco intervertebrale si rompe (stiamo parlando di lesioni microscopiche) e per cui il materiale gelatinoso contenuto al suo interno (nucleo polposo) fuoriesce dalla propria sede, irritando potenzialmente le radici nervose cervicali dando cervicobrachialgia e sintomi come formicolio, bruciore, sensazione di scossa elettrica e intorpidimento. Contrariamente a quanto avviene nell’ernia cervicale, il dolore al braccio percepito in caso di sola discopatia senza ernia del disco è più comune sia di tipo muscolare (come il dolore riferito da trigger point o da tensione muscolare cervicale a carico dei muscoli trapezi). Infine, nel caso di più discopatie o protrusioni discali cervicali presenti, è molto comune leggere nel proprio referto specialistico la diagnosi di discopatie cervicali multiple.

Lo scopo di questo articolo è quello di discutere le cause della discopatia C6 C7, i suoi sintomi e approfondire quali sono i rimedi più efficaci per controllare o eliminare il dolore al collo, con o senza irradiazioni al braccio (cervicobrachialgia) e alla testa (cefalea).

 

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Cause della discopatia o protrusione discale C6 C7

Le cause di discopatia o protrusione discale C6 C7 sono comuni a tutte le condizioni cliniche a carico del disco intervertebrale:

  • Sollecitazioni continue;
  • Stress fisico;
  • Lavoro pesante;
  • Lavoro sedentario;
  • Assenza di attività fisica;
  • Obesità.

Come già discusso nell’articolo dedicato alla protrusione discale o discopatia C5 C6, la zona cervicale è soggetta a un minor stress fisico rispetto alla zona lombare, proprio per via della sua posizione più “alta”. Ciò nonostante tutte le discopatie cervicali, come quelle nelle altre zone anatomiche del corpo e non solo della colonna cervicale stessa, nella maggior parte dei casi devono essere considerate come parte del fisiologico avanzamento dell’età. Non è un caso, infatti, che una percentuale estremamente elevate di persone abbia discopatie o protrusioni nella propria colonna vertebrale C5 C6 o C6 C7 senza alcun tipo di dolore o altri sintomi. La vera sfida in ambito medico sarà quella di comprendere quando davvero la discopatia è causa di dolore e quando, invece, è solo un normale rinvenimento alla TAC o alla risonanza magnetica.

 

Tipologie di discopatia o protrusione discale C6 C7

Le tipologie di discopatia o protrusione discale C6 C7 variano a seconda del grado del disturbo e, soprattutto, della sua localizzazione. In base a quest’ultima le tipologie sono:

  • Protrusione discale mediana C5 C6 o C6 C7 – quando il bulging o “rigonfiamento” del disco intervertebrale riguarda la zona centrale del disco stesso e la “protuberanza” è rivolta verso il centro del canale midollare della colonna cervicale;
  • Protrusione discale paramediana C5 C6 o C6 C7 – quando gli elementi descritti nel punto precedente si discostano leggermente dalla zona centrale;
  • Protrusione discale foraminale C5 C6 o C6 C7 – quando la zona anatomica interessata è quella del forame di conoigazione: il “foro” attraverso il quale decorrono le radici nervose cervicali.

 

Sintomi della discopatia o protrusione discale C6 C7

Entrando nello specifico dei sintomi della discopatia C6 C7, è bene tenere a mente come non è detto sia la discopatia in sé a generare dolore. Inoltre, anche in caso di irritazione e infiammazione cervicale a causa di una protrusione discale C6 C7, la buona notizia è che è possibile eliminare il dolore senza modificare la struttura del disco intervertebrale e che la discopatia non rappresenta in alcun modo un’indicazione per sottoporsi a intervento chirurgico.

Ad ogni modo, i sintomi più comuni della discopatia C6 C7 sono:

  • Dolore a livello dei muscoli trapezi superiori, medi e inferiori;
  • Rigidità mattutina a livello del collo;
  • Rigidità a livello dei muscoli trapezi o nella zona delle spalle;
  • Dolore a livello delle braccia, in particolar modo a livello della spalla e del muscolo bicipite;
  • Dolore a livello della base della testa che, pur trovandosi all’altezza di altre vertebre cervicali (C1-C2 e C2-C3), potrebbe essere la zona di forte tensione muscolare in risposta al dolore cervicale;
  • Possibile dolore alla testa (cefalea cervicogenica – o mal di testa da cervicale);
  • Possibili vertigini cervicali (vertigini cervicogeniche).

 

Discopatia degenerativa o protrusione discale C6 C7

La discopatia degenerativa C6 C7 altro non è che un ulteriore sinonimo per indicare la diagnosi di discopatia stessa o protrusione discale cervicale a quello livello anatomico. Il termine degenerazione indica un’alterazione della struttura a carico del disco intervertebrale che è possibile vedere nelle immagini di una risonanza magnetica o di una TAC. Tra tutte le problematiche a carico della vera e propria struttura anatomica del disco intervertebrale, le più comuni sono sicuramente quelle della riduzione dell’ammontare di liquido all’interno del nucleo polposo (visibile come disco più scuro e con meno quantità di “bianco” alla risonanza magnetica) o del vero e proprio bulging discale – ovvero la protuberanza della struttura del disco verso l’esterno.

 

Diagnosi di discopatia o protrusione discale C6 C7

La diagnosi di discopatia o protrusione discale C6 C7 avviene tramite risonanza magnetica cervicale o TAC cervicale. Queste ultime sono le uniche metodiche in grado di studiare nel dettaglio lo stato di salute dei tessuti molli, tra cui il disco intervertebrale. La radiografia, invece, è in grado di studiare nel dettaglio solamente il tessuto osseo e non è raccomandata per i pazienti che soffrono di dolore cervicale che non hanno subito traumi. L’RX, infatti, è più utilizzata per la diagnosi di patologie maligne a carico delle vertebre o per l’individuazione di fratture vertebrali.

 

Cosa fare in caso di discopatia o o protrusione discale C6 C7: rimedi ed esercizi

In caso di dolore cervicale, in presenza o assenza di discopatia C6 C7, è quella di rivolgersi a un fisioterapista specializzato in ambito muscoloscheletrico.

Sulla base della prima visita (leggi l'articolo dedicato per scoprire come avviene la visita con il fisioterapista specializzato in queste tipologie di disturbi), il fisioterapista sarà in grado di capire le cause alla base della problematica e impostare il trattamento più appropriato. La terapia, in questo caso, sarà composta da terapia manuale (mobilizzazioni articolari cervicali, trattamento muscolare e dei tessuti molli) ed esercizio terapeutico, ovvero l'insieme di movimenti finalizzati a migliorare la mobilità del collo e ridurre il dolore percepito.

Alcuni esercizi possono essere eseguiti anche autonomamente dal paziente comodamente a casa in attesa della propria prima visita con il fisioterapista che, sulla base della propria valutazione, intraprenderà insieme alla persona il percorso riabilitativo più appropriato. Esistono, infatti, esercizi generali che possono essere eseguiti da chiunque soffra di dolore cervicale in virtù della loro capacitò di indurre rilassamento muscolare - per trarre già da subito sollievo dal dolore al collo. Tuttavia, ogni percorso riabilitativo dovrà essere personalizzato sulla base dello stato di salute generali, del livello di attività fisica del paziente, del livello di dolore e della capacità di movimento del collo. Non esiste un trattamento fisioterapico uguale per ciascun paziente con dolore cervicale.

 

 

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Fascite plantare: sintomi, cura, rimedi ed esercizi

 

Cos'è la fascite plantare

La fascite plantare, conosciuta anche con il nome di fasciopatia plantare, è un'infiammazione della fascia plantare, tessuto fibroso che si trova sotto la pianta del piede, al di sotto della cute, e che nasce dal calcagno e si ancora alla base della parte anteriore del piede. La funzione della fascia plantare, è quella di trasmettere le forza dalla parte posteriore del piede a quella anteriore e di fungere da ammortizzatore del nostro peso corporeo. Nel caso di patologie infiammazioni della fascia plantare, ci troveremo di fronte al comune quadro di fascite plantare.

 

Fascite plantare: sintomi 

sintomi della fascite plantare sono:

  • dolore sotto al calcagno;
  • dolore sotto al calcagno che si espande fino alla base dei metatarsi, la parte iniziale delle dita sulla pianta del piede;
  • rigidità mattutina (dolore alla base del piede ai primi passi);
  • dolore che peggiora all'inizio delle attività (primi passi la mattina, primi passi di una attività come la camminata o lo sport) e che si riduce nel corso delle attività per poi peggiorare, nuovamente, al termine delle attività stesse.

Solitamente i sintomi di fascite plantare si riducono in posizione seduta o distesa, ovvero nei momenti in cui non sollecitiamo la pianta del piede, mentre peggiorano in caso di attività come il cammino, lo sport o, in particolare, i primi passi al mattino.

 

Diagnosi di fascite plantare

La diagnosi di fascite plantare è solitamente clinica, ovvero ottenuta attraverso il colloquio e la visita del paziente. In particolare, i test e le manovre specifiche per la diagnosi di fascite plantare consistono in:

  • palpazione di zone specifiche del calcagno che, in caso di fascite plantare, evocheranno il dolore del paziente che potrà essere localizzato nella zona di pressione o irradiato anche alla parte laterale del piede o lungo tutta la pianta fino alle dita;
  • windlass test: una manovra specifica per la fascite plantare che consiste in movimenti dell'alluce sia con il paziente seduto che con il paziente in piedi.

In caso di dubbi, sintomatologia persistente o sintomi riconducibili ad altre patologie, possono essere prescritte radiografie (RX), risonanza magnetica ecografia per approfondire il quadro clinico del paziente che potrebbe non avere una fascite plantare.

 

Fascite plantare cronica

Per fascite plantare cronica si intendono tutte le fasciti plantari che durano da tempo e che tendono ad avere recidive, ovvero ricadute con aumento del dolore e della rigidità nel corso del tempo. Solitamente, le cause della fascite plantare cronica sono riconducibili ad attività quotidiane o sportive importanti che eccedono la capacità del piede, del tallone e della fascia plantare di sopportare il peso del corpo e le attività stesse. In questi casi specifici, è indispensabile rivolgersi quanto prima al proprio fisioterapista per comprendere quale possa essere il percorso di cure più appropriato per ridurre il dolore e gli altri sintomi di fascite plantare con l'obiettivo di ridurre il tasso di ricadute ed evitare che la patologia cronica si perpetui nel tempo.

 

Fascite plantare rimedi, cura ed esercizi

Le cure e i rimedi proposti in ambito sanitario per la fascite plantare, purtroppo, sono tanti e nella maggior parte poco efficaci.

Solitamente la cura più efficace per la fascite plantare è composta da una combinazione di esercizi specifici di rinforzo (soprattutto) e allungamento della fascia plantare in diverse posizioni (in piedi, seduto o in posizione supina - distesa) prescritti da un fisioterapista specializzato in ambito muscoloscheletrico e, nei casi più complessi, di farmaci prescritti  dal medico di medicina generale o dallo specialista. Tuttavia, è bene sapere che i farmaci non sono la prima linea di intervento per questa patologia e che, invece, gli esercizi specifici per la fascia plantare sono i più efficaci per ridurre il dolore, la rigidità e per consentire al paziente di ritornare alle proprie attività lavorative, ludiche o sportive senza sintomi.

 

Esercizi per la fascite plantare

Gli esercizi più efficaci per la fascite plantare sono tutti gli esercizi che prevedono il sollevamento del tallone in una posizione in cui l'alluce è sollevato rispetto alla linea del pavimento. Il sollevamento dell'alluce negli esercizi per la fascite plantare consente di essere più specifici ed efficaci sulle zone del corpo di interesse senza disperdere l'effetto dell'esercizio su altre regioni del piede.

 

Esercizio 1. Mantenimento della posizione.

 

  1. Posiziona un asciugamano arrotolato sotto le dita dei piedi;
  2. Mantieni l'equilibrio utilizzando le braccia in appoggio al muro o a un supporto (tavolo, sedia);
  3. Esegui un sollevamento sulla punta del piede e mantieni la posizione 10 secondi;
  4. Ripeti l'esercizio tutti i giorni per 3-4 serie (il dolore non deve peggiorare la mattina dopo - nel caso succeda, riduci le serie o il tempo di mantenimento sulla punta del piede).

 

Esercizio 2. Sollevamento sulla punta del piede in visione laterale (primo video) e in visione posteriore (secondo video).

 

  1. Posiziona un asciugamano arrotolato sotto le dita dei piedi;
  2. Mantieni l'equilibrio utilizzando le braccia in appoggio al muro o a un supporto (tavolo, sedia);
  3. Esegui 6-8 sollevamenti sulla punta del piede;
  4. Ripeti l'esercizio tutti i giorni per 2-3 serie (il dolore non deve peggiorare la mattina dopo - nel caso succeda, riduci le serie o il tempo di mantenimento sulla punta del piede).

 

 

 

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