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Iperlodosi lombare: cos’è, sintomi, conseguenze, esercizi, come dormire, cure

 

Il rachide lombare, o colonna vertebrale lombare, è l’insieme delle ultime 5 vertebre della schiena prima del sacro. Fisiologicamente, l’insieme di vertebre lombari assume una curvatura a forma di C che prende il nome di lordosi lombare. Lordosi, contrariamente a quanto potrebbe essere intuitivo, non significa patologia: è il nome della normale curvatura della zona lombare. La cifosi, invece, è la normale e fisiologica curvatura che ritroviamo a livello toracico o dorsale e a livello sacrale – contraria alla lordosi.

La normale curvatura lombare, talvolta, potrebbe non ridursi o aumentare come gradi di angolazione presentandosi come:

  • Rettilineizzazione della fisiologica lordosi lombare o delordosi lombare;
  • Iperlordosi lombare.

In questo articolo, sarà approfondita l’iperlordosi lombare – la vera e propria curvatura lordotica accentuata a livello della parte più bassa della schiena.

 

Iperlordosi lombare cos’è

L’iperlordosi lombare è una accentuazione della normale e fisiologica lordosi lombare. Non è di tipo traumatico ma è principalmente congenita, legata ad atteggiamenti antalgici (posizioni di protezione assunte dal soggetto in caso di dolore alla schiena) o legata a problematiche dell’accrescimento. Come evinto già dalle righe precedenti, non è sempre una patologia e nella maggior parte dei casi rappresenta la normale postura della schiena dell’individuo in questione.

In termini patologici, l’iperlordosi lombare potrebbe diventare un problema quando la curvatura supera in modo importante i valori che sono stati stabiliti come limiti, ovvero oltre i 35-40-45 gradi (misurati alla radiografia). Tuttavia, i pazienti devono sapere che dal punto di vista scientifico non vi è un accordo unanime sui gradi specifici oltre la quale l’iperlordosi sia patologica.

Ciò nonostante, succede piuttosto frequentemente che molti pazienti legga nei propri referti termini come:

  • iperlordosi lombare;
  • lordosi lombare accentuata;
  • accentuata lordosi lombare;
  • iperlordosi lombosacrale.

In cosa differiscono tra loro queste terminologie? In realtà in nulla: sono tra loro tutti sinonimi e indicano una curvatura a C (lordosi lombare) aumentata. I suoi contrari, ovviamente, sono delordosi, riduzione della lordosi lombare, appianamento o rettilineizzazione della curva lombare e diciture di questo genere.

È bene ricordare che l’iperlordosi viene “scoperta” sottoponendosi a indagini strumentali per altri sintomi a carico della schiena ed è raro che gli specialisti prescrivano degli approfondimenti specifici per quella che durante la visita sembra a tutti gli effetti un’iperlordosi lombare. Salvo alcune eccezioni legate all’età adolescenziale per cui potrebbe avere senso sottoporre il/la giovane paziente ad approfondimenti diagnostici, l’iperlordosi viene rinvenuta mentre si sta investigando (solitamente) altro per la ricerca delle cause di mal di schiena o altri disturbi della colonna vertebrale.

Ad ogni modo, è importante approfondire quali sono i sintomi più comuni che i pazienti con iperlordosi possono manifestare e quali sono i movimenti che più risultano essere problematici.

 

Iperlordosi lombare sintomi

L’iperlordosi lombare non dà sintomi caratteristici. Tuttavia è bene sapere che i pazienti con iperlordosi hanno dei movimenti “preferenziali” per cui la schiena potrebbe essere più facilitata proprio per via dell’accentuazione della curvatura. Tra questi, sicuramente l’estensione del tronco (movimento di inarcamento indietro) potrebbe essere facilitata. L’estensione è infatti associata alla lordosi mentre la flessione (piegamento in avanti del busto) è associata alla delordosi o alla riduzione della lordosi.

Non è un caso, infatti, che i pazienti con iperlordosi lombare abbiano, durante il movimento di piegamento in avanti, sensazione di rigidità o riduzione dell’ampiezza del movimento totale che potrebbe essere minore rispetto a un soggetto senza iperlordosi.

Le inclinazioni del tronco laterali, invece, non sembrano essere influenzate dalla presenza dell’iperlordosi per via del fatto che avvengono su un piano di movimento che non è quello della flessione ed estensione del tronco.

Tuttavia, è bene sapere che tutto questo non è una regola: esistono soggetti senza limitazioni del movimento e iperlordosi, così come esistono pazienti senza iperlordosi e mal di schiena o rigidità in alcuni movimenti.

Oltre ai movimenti, i sintomi più comuni dei pazienti con iperlordosi sono:

  • rigidità nella zona lombare;
  • riduzione dell’ampiezza del movimento in flessione anteriore del busto;
  • dolore lombare nel mantenimento della posizione seduta prolungata;
  • eventuale lombalgia (non è detto che però l’iperlordosi sia sintomatica);
  • sciatica (qualora sia presenza anche dolore intenso all’arto inferiore);
  • schiena rigida al risveglio.

Appresi tutti i sintomi, però, la domanda sorge spontanea: esistono delle conseguenze? Avere l’iperlordosi è un fattore di rischio o predispondente per problematiche a carico della schiena?

 

Iperlordosi lombare conseguenze

Da sempre viene tramandata la regola per cui un’alterazione della postura sia un fattore predisponente per dolori o infortuni. Tuttavia, proprio come avviene per la scoliosi (alterazione più importante in termini posturali della schiena), non è così. Avere l’iperlordosi non è un fattore di rischio per il dolore futuro o per altre problematiche, così come non lo è per gli infortuni.

Se così fosse, chiunque abbia un’alterazione della postura dovrebbe avere dolore tendenzialmente per tutto l’arco della giornata dal momento che tale alterazione della postura “ce la portiamo dietro” tutto il giorno. Fortunatamente non è così!

L’iperlordosi altro non è che un incremento della fisiologica curvatura del rachide lombare. Dal momento che alcuni movimenti risultano facilitati da questa condizione ed altri, invece, resi più difficoltosi proprio per questo “aumento di curva”, migliorare la mobilità della schiena, adottare uno stile di vita più attivo possibile e ridurre al minimo i periodi di sedentarietà risulta la miglior scelta per non incorrere in problematiche future.

 

Iperlordosi lombare esercizi ed esercizi da evitare

Nel grande “mondo” dello stile di vita attivo l’esercizio è l’elemento più importante. In linea generale, non esistono esercizi da evitare in caso di iperlordosi lombare, anzi. Gli esercizi riabilitativi prescritti dal fisioterapista specializzato nell'ambito delle problematiche della colonna vertebrale dovranno essere proposti per migliorare la mobilità della schiena "in toto" e migliorare la forza dei muscoli che la sostengono. Certamente i primi esercizi da eseguire saranno quelli indirizzati al miglioramento della mobilità delle rotazioni del busto, nella flessione anteriore del tronco in avanti (dal momento che potrebbe essere più rigida in caso di iperlordosi) e nel miglioramento dell'estensibilità muscolare di quei gruppi di muscoli che in caso di iperlordosi risultano "accorciati".

 

Esercizi iperlordosi lombare

In linea generale, gli esercizi che riducono la lordosi lombare sono quelli indirizzati all'aumento della forza dei glutei e degli addominali. Questi gruppi muscolari sono quelli che storicamente vengono inquadrati come "deficitari" e più "deboli" in caso di iperlordosi: la loro azione, infatti, è quella di appianare e ridurre la lordosi lombare. Va da sè, quindi, che un loro minor utilizzo possa non contrastare l'iperlordosi. Tuttavia, allenare singolarmente questi muscoli dimenticandosi di quelli "portanti" della schiena (i muscoli posteriori - erettori spinali) è sconsigliato. Per quanto i muscoli posteriori siano quelli che sostengono sia la schiena sia l'atteggiamento in lordosi, sono indispensabile per un corretto sostegno della colonna vertebrale nella quotidianità.

Riassunto? Esercizi per la colonna vertebrale in toto, esercizi addominali ed esercizi per l'incremento della forza dei muscoli glutei.

 

Iperlordosi lombare esercizi palestra

Gli allenamento in palestra per chi ha iperlordosi lombare possono essere gli stessi di chi non ha iperlordosi. Le uniche accortezze potrebbero riguardare, infatti, il momento del riscaldamento (prima dell'inizio dell'attività vera e propria) e del defaticamento (al termine dell'allenamento). Durante il riscaldamento è consigliabile eseguire esercizi di mobilità della colonna vertebrale in rotazione (anche sul fianco) ed esercizi in flessione anteriore del tronco (sia in posizione quadrupedica - a 4 zampe) sia in posizione seduta o in piedi. Questi movimenti possono migliorare momentaneamente la mobilità della colonna vertebrale anche nelle direzioni di movimento più difficoltose per chi ha iperlordosi lombare. Come detto nel paragrafo precedente, un training dei muscoli addominali è sicuramente consigliato: questi muscoli del tronco sono i muscoli che si "oppongono" all'incremento della lordosi. Un loro allenamento, pertanto, potrebbe favorire la sinergia tra muscoli posteriori e anteriori nel sostegno della colonna vertebrale anche in palestra. 

 

Iperlordosi lombare come dormire

Esistono davvero delle posizioni "ottimali" per chi ha iperlordosi lombare?

Assolutamente no, non esistono. Per quanto possa essere più semplice spiegare a un soggetto che per ridurre la propria lordosi durante il sonno sia sufficiente posizionare un cuscino sotto le gambe piegando le ginocchia (posizione che sicuramente riduce al momento l'iperlordosi), non costituisce un consiglio utile per lo stato di salute generale della schiena. L'iperlordosi, come detto nel corso dell'articolo, potrebbe essere del tutto asintomatica e permanere allo stesso modo anche dopo la risoluzione di altri sintomi a carico della colonna vertebrale. Indurre nelle persone il concetto per cui "bisogna dormire solo in x o y posizioni in caso di iperlordosi" oppure "se hai iperlordosi bisogna dormire solo nel modo x o y" è sbagliato.

Durante la notte, i nostri muscoli hanno un lavoro pressoché nullo e la nostra schiena deve essere sostenuta "in carico" (da seduti o in piedi) e non di certo nelle posizioni assunte durante la notte. Insistere con messaggi scorretti e potenzialmente dannosi dal punto di vista psicologico non aiuta nessuno. Per migliorare la mobilità della nostra schiena o per migliorarne la forza con il fine di aumentare la sua capacità di sostegno devono essere intrapresi esercizi in carico (squat, affondi, esercizi di mobilità o di altra natura): questa è l'unica regola. E' sicuramente più comune che un paziente con iperlordosi dorma meglio a pancia in su o su un fianco, piuttosto che prono (a pancia in giu) dal momento che quest'ultima incrementa lievemente la lordosi (ma è momentaneo e non peggiora l'iperlordosi!).

Il consiglio più onesto e professionale che dovrebbe essere trasmesso in ambito sanitario per chi soffre di iperlordosi è dormire sul lato che più favorisce il sonno e che riduce i sintomi alla colonna vertebrale, a prescindere dal fatto che una posizione aumenti o riduca la lordosi lombare.

Se il problema delle posizioni assunte durante la notte fosse un reale problema per l'iperlordosi, chi ne soffre dovrebbe essere in grado di controllarle anche durante il sonno... e questo non è - per ovvie ragioni - possibile.

 

 

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