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L’essenza del mio lavoro si fonda, in prima istanza, sul rapporto di fiducia tra professionista e paziente.

Non esistono protocolli.

Non esiste un “numero di sedute”.

Non esiste un “trattamento specifico”.

 

Esiste il paziente, con le proprie caratteristiche, le proprie abitudini, il proprio lavoro, la propria condizione clinica.

Esiste un rapporto di fiducia reciproca tra professionista e paziente.

Esistono degli obiettivi condivisi con il paziente, passo dopo passo nel percorso, breve o lungo che sia.

Esiste il paziente. Non esiste la schiena, il collo o la spalla. Esiste un paziente con il proprio problema.

In che cosa consiste la prima visita?

La prima visita, o prima valutazione, ha una durata variabile compresa indicativamente tra i 45 minuti e 1 ora.

Si divide in 2 momenti principali:

Il colloquio (anamnesi)

Il primo colloquio con il paziente costituisce indubbiamente il momento più nobile del percorso, perché sarà il paziente a fornire le informazioni più importanti.

In questa fase, infatti, il paziente ed il fisioterapista discuteranno insieme:

  • tutti i sintomi con le proprie caratteristiche le problematiche che questi comportano;
  • gli aspetti legati al lavoro, allo sport, alle attività ludiche o qualunque altra cosa che possa essere legata al disturbo dell’individuo;
  • la condizione clinica/medica generale della persona;
  • ogni altro aspetto che il paziente o il fisioterapista, con il consenso del paziente stesso, ritengono possano essere rilevanti per la completa comprensione del caso.

A questo punto, il fisioterapista si sarà fatto un’idea rispetto alla problematica del paziente e, insieme a quest’ultimo discuterà sulle modalità della successiva fase di valutazione.

L’esame obiettivo (la vera e propria “visita”)

In questo momento della prima visita, il paziente e il fisioterapista insieme avranno l’occasione di approfondire ciò che è emerso dal colloquio precedente.

Seppur non vi sia una regola per questa fase e non vi sia sempre la necessità di eseguire tutti gli “step” dell’esame obiettivo, solitamente il fisioterapista seguirà alcune fasi tra cui:

  • osservazione del paziente;
  • valutazione del movimento eseguito prima dal paziente e successivamente con l’aiuto del fisioterapista;
  • se necessario, esecuzione di alcuni test specifici (precisi movimenti eseguiti dal fisioterapista o dal paziente);
  • valutazione mediante palpazione dei diversi tessuti;
  • se ritenuto appropriato, valutazione della forza o resistenza muscolare, della mobilità articolare, della sensibilità, o altro.

Terminato l’esame obiettivo, il fisioterapista comunicherà al paziente ciò che ritiene sia emerso dall’intera valutazione, concordando con il paziente stesso gli obiettivi da raggiungere, le modalità di trattamento, le rivalutazioni, le modalità di autogestione in autonomia (a lavoro, a casa, durante lo sport, o altro).

 

Trattamenti e rivalutazioni continue.

Il trattamento proposto, concordato con il paziente, sarà mirato al raggiungimento degli obiettivi condivisi con il paziente.

Perché questo sia possibile, il paziente verrà rivalutato continuamente dal fisioterapista con il quale discuterà gli eventuali problemi legati al percorso riabilitativo e i successi ottenuti grazie al trattamento.